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26 Apr 2004

"Aspettando il ritorno"… Ovvero "After Wonderland"

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Sto ancora gravitando nella mia dimensione parallela, ma so che questi sono gli ultimi giorni. Forse sono gli ultimi minuti o gli ultimi istanti.
L’ansia di dover tornare nel mondo reale non mi impedisce però di sguazzare in questi ultimi spruzzi di felicità.
Oddio, alle volte avverto come una sorta di fitta in mezzo al petto, come se il muscolo cardiaco trattenesse il fiato dinanzi ad un’immagine spaventosa. Credo che ripeschi dall’abisso dei ricordi la scena primordiale del corpicino che viene alla luce. Un tunnel infinito, la sensazione di essere inghiottiti dal buio, limpressione di essere lanciati nel vuoto…e poi la luce!
Il vuoto irrorato di luce!
Ma le mani sono lì pronte a salvarti, anche se la loro stretta per te non sa ancora di salvezza. Non hai ancora respirato per la prima volta e già conosci il rischio di non poter mai respirare.
Vinta questa prima sensazione, approdi nella luce, ma questa è ancora prodiga di dolore: degusti il primo manrovescio della tua vita – che di per sé non fa poi tanto male – ma ti costringe ad emettere un vagito, indi ti presentano la prima angosciante boccata d’ossigeno.
Chi l’avrebbe mai detto che dopo l’Empireo mi aspettasse l’Ade?
Fino ad adesso essere un feto sembrava essere così piacevole!
Ecco, credo che il mio cuore palpiti di spavento al solo ricordo di quel giorno.
Sa infatti che potrebbe essere costretto a riviverlo da un momento all’altro, anche se la dinamica dovrebbe differire in più punti: intanto, il luogo in cui mi trovo attualmente è situato in basso – non so se ricordate, ma ci sono giunta precipitando, esattamente come Alice – quindi per tornare su devo attendere una spinta antigravità. Già immagino il violento soffio a spirale che mi solleverà (ma perché mi viene in mente sempre il peggio?), costringendomi a temere ancora una volta per la mia esistenza nascente.
Stavolta però ho un asso nella manica: sarò io a decidere se e quando lasciare l’uterina cloaca!
Sorpresi?
Uhm…se avete imparato a conoscermi almeno un po, non credo.
Va bene, mi immergo di nuovo nel mio stato di colorata felicità.
Probabilmente, entro domani, sarò costretta a ri-venire alla luce.

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23 Apr 2004

Ancora dal Paese di Alice: mini-cronaca dal "Journal of Wonderland!"

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Come sempre, nei momenti di maggiore stress, mi si spalanca il cuneo della creatività, amato-odiato escamotage distraente dalle attività improrogabili di cui il mondo vorrebbe oberarmi.
Una sorta di precipizio che sbocca sull’immondezzaio colorato della mia mente contorta, ove pullulano fantasmi passati, presenti e futuri.
Il corpo precipitato atterra, vincendo la vertigine ed ammortizzando il colpo su sacchetti dal profumo annoso. Si vive il suo sogno trasgressivo contro le impellenze del tempo, cresce e si espande nelle dimensioni ipnotiche della mente, costruisce il palazzo di opale e di autismo sul monte policromo che al centro sovrasta la cloaca.

E sono ancora incontrastata Sovrana nel mio Regno della Fantasia.

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21 Apr 2004

Alice’s Adventures in Wonderland.

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“Un pomeriggio insieme tutto d’oro,
Sull’acqua mollemente,
Mentre delle piccole inesperte braccia
La barca ne risente,
E il destino è nelle piccole mani
Riposto vanamente.

Come potete, voi tre, Grazie crudeli,
In quest’ora di languor
Pretendere il racconto da un respiro
Di tanto scarso vigor?
Che può una voce sola contro tre?
Si nega e si nega ancor?

Che «si cominci». Prima esige subito,
Col suo imperioso stile,
«Il nonsenso non ci manchi» implora
Secunda, ch’è gentile,
Mentre poi Tertia fa mille domande
Con ansietà febbrile.

Silenzio! E calme, tutte quante ora,
Inseguono il mistero
Delle meraviglie nuove e i battibecchi,
In quel paese fiero,
Tra la bimba del sogno e gli animali;
Oh, sembra quasi vero!

E se la fonte dell’ultima fantasia
Gli si era prosciugata,
Chiedeva di rimandare a domani
Quella voce isolata,
«Adesso! Adesso!» dal coro veniva
Di nuovo pungolata.

Così estorti furon gli strambi eventi,
Meraviglie a confronto,
Di ventura in ventura fu raggiunta
La fine del racconto.
Ciurma felice, ora si torna indietro;
Il sole è al tramonto.

Alice, bada alla semplice storia!
Riponila pian piano
Dove l’Infanzia dei sogni si infiltra
Dentro il mistico arcano
Della Memoria: è il fiore appassito
Di un paese lontano.”
(Lewis Carroll)

E come da sempre accade nei poliedrici istanti della mia vita, di nuovo corro nel mio personale Paese delle Meraviglie ad inseguire, curiosa, il mio Bianconiglio.
Spero di riemergere presto da sogno.
O forse no…

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