Archivio Tag 'tempo'

27 Lug 2005

Tempo d’estate

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Ecco, è giunto il momento di una bella pausa.
Il mio sarà un agosto febbrile, e non solo per il caldo.
Dovrò portare avanti la mia tesi di specializzazione ed i tempi sono abbastanza serrati, ma in questa dolciastra serata romana che ancora luglio mi regala voglio mettere da parte i pensieri faticosi.
Ho ancora una valigia da riempire, un fidanzato da coccolare ed una gatta da rabbonire per il viaggetto che ci attende domattina.
Ma prima mi appoggio su questa sedia.
Di fronte non ho ancora il mare, ma riesco già a vederlo.

Buone vacanze a tutti!!!

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11 Dic 2004

Quella volta che Babbo Natale non si svegliò in tempo…

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di Thomas Matthaeus Muller

Hubert, l’anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!

Era già la vigilia di Natale, e non c’era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso una fessura della porta.

Quasi contemporaneamente qualcuno busso alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entro puntuale come ogni anno.
“E che cosa faccio adesso?” si lamento Hubert. “La sveglia non ha suonato!”
“Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali”, suggerì la renna Max.
“Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!” brontolo arrabbiato Hubert. “E per di più soltanto bianchi!”
“Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti”, disse la renna Max. La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale.

Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo.
“E adesso che faccio?” si lamento Hubert.
“Portiamola a mano.” sbuffò la renna Max, si sfregò gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa cosi per tutta la strada fino in città… per fortuna era in discesa.
Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale.

Ma quell’anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l’altro, i bambini si misero anch’essi a recitare.
Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato… e l’inizio faceva cosi:

“Hubert, l’anziano Babbo Natale, salto giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!”

Riferimenti: La Musica dei Boschi Vol. 2

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01 Nov 2004

?I Profumi del Tempo?

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Polline di crisantemi,
mobili fiammelle di rosso sbiadito
riflesse su marmi che il destino ha scolpito
per volti dai tratti antichi.
Effigi immortali dai sembianti immortali
s’inebriano del profumo d’eterna primavera
che la morta stagione conduce
alle narici di marmo e cemento e terra.
Profumi che risvegliano sonni senza risveglio
custoditi dal lamento di cipressi e castagni.
Fragranza di terriccio smosso,
nutrito dall’ultima linfa di foglie giallo-rosse.
Odore di un passato sempre uguale,
sguardi vecchi e nuovi che bisbigliano al cuore
storie timide di eroiche normalità,
dita tristi di vento tra i capelli di coloro che
ancora vengono a visitare i profumi del Tempo.
Melodie d’effluvio si narrano,
riscrivendo quotidiani pentagrammi
da eseguire sulle vibratili corde di una Natura
che ogni giorno, per vivere, deve lasciarsi morire.

Etain
(2 novembre 2002)

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30 Apr 2004

Tempo di poesia…

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L’ampolla dell’anima

Ampolla di passato, cattura odori
fugaci di pioggia d’estate
e stemperali nel rosso di papaveri
genuflessi sull’oro di gravide spighe.
Io attendo con occhi attoniti,
deformi su fondi di bottiglie infrante,
mescendo con mestolo da strega
profumi di storia e lacrime di nube
per preparare il “filtro della rimembranza”
da lasciare a possibili eredi distratti.
Cauta, centellino i preziosi ingredienti.
Diligente, snido le istruzioni per la miscela
tra polveri e scaffali riposti da mani d’infante.
Come primo elemento “risa di bimbo”
fuso insieme a “diapositive di pianto”;
dal pulviscolo che zebra la soffitta d’incanti
pesco “sole al risveglio” da diluire
con “pioggia nell’ora di schiudere l’alcova ai sogni”.
Infine aggiungo un pizzico di “sabbia d’agosto”
e trito umido di “fragranza di foglie d’autunno”.
In lingotti condenso il tutto con preghiere da serafino,
entro crogiuoli, lo fondo con invocazioni da demone,
in vapori lo trasmuto con bollenti lacrime di presente.
Eccoti pronto, o filtro dei ricordi!
Serba nella piccola ampolla della mia anima,
mano a mano che il domani evapora,
l’essenza che mi è stato concesso di respirare ieri.

Etain
Riferimenti: Nowhere Festival, agosto 2003

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21 Mar 2004

Tempo di Primavera!

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Buona Primavera a tutti!
Lo so, lo so, in realtà la nuova stagione è venuta a bussare alle nostre porte alle 7.47 (mi pare) di ieri mattina! Un giorno d’anticipo vista l’annata bisesta (non tutti i mali vengono per nuocere!)…
Cavoli, mi ha svegliato!!!
Malgrado qui a Roma il sole sembra non volerne sapere di fare capolino tra le coltri di nubi, e malgrado il mio stato psicofisico non sia al top, ho deciso di “celebrare” la Primavera con un articolo “impegnato” (si fa per dire…).
Per ulteriori informazioni – anche se dubito che qualcuno possa essere assalito da una follia di questo tipo – rimando ai link che ho inserito sulla pagina.

ALBAN EILER ovvero l’Equinozio di Primavera

E’ conosciuto anche come Ostara, cade il 21 marzo, il suo nome significa “Luce della Terra”.
E’ uno dei due momenti dell’anno in cui notte e giorno sono in perfetto equilibrio (l’altro è Alban Elved, il 21 settembre, primo giorno d’autunno).

Questo equilibrio tra luce e buio è raro in natura, pertanto Alban Eiler era considerato dagli antichi Celti un potente momento per i rituali magici dei Druidi: la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali.
Rappresenta, quindi, una sorta di “capodanno” (non è un caso se, nella Roma antica, l?anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte).

In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra.
Solitamente si attendeva Alban Eiler per irrigare i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.

Alban Eiler è il momento della rinascita, dei nuovi progetti, è il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E?, inoltre, il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità. Rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.
L?Equinozio di Primavera segna proprio il momento dell?unione di un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla Luna. Il Dio Sole si accoppia, infatti, con la Giovane Dea Terra.

Curiosità

Si usava seminare una nocciola nella terra davanti alla propria abitazione. Se la nocciola germogliava entro Lughnasad (il 1° agosto, festa che segnava l’inizio della stagione dei raccolti) si considerava un ottimo auspicio per la nascita di figli sani, robusti e numerosi.

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