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31 Ott 2006

Sereno Samhain!

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O se preferite… Happy Hallowe’en!

Scusate se anticipo…

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31 Ott 2004

SAMHAIN – 31 Ottobre: IL CAPODANNO CELTICO

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La tradizione di Halloween risale allo Samhain (leggi soueen), vale a dire “la fine dell’estate”, celebrazione dell’anno nuovo presso l’antico popolo celtico.
Come per la festa di Beltaine (il 21 giugno), anche per questa ricorrenza si pensava che le porte del annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) fossero aperte.
Chiamata anche SAMHUIN, SAMHIUNN o HALLOWEEN, questa festività prende anche il nome di TRINOUX SAMONIA, o “Tre Notti dalla Fine dell’Estate”.
Samhain è un lasso di tempo in cui gli spiriti possono liberamente mischiarsi agli esseri umani (da qui l’idea delle maschere nate proprio per confondere gli spiriti).
Ed ecco allora apparire spiriti disincarnati, fate, folletti e ninfe dei boschi che, conoscendo il futuro, lo rivelano ai mortali attraverso particolari rituali eseguiti in questa occasione. Ed è proprio durante questi riti che i folletti invitano gli umani a trascorrere con loro un anno sul sídh, chiamato anche “Faerie Hills” (“Colline Fatate”).
Alla fine della festa molti animali venivano sacrificati in onore del dio Dagda e della sua sposa Morrighan, in modo che la loro energia vitale potesse fornire, al dormiente suolo, una nuova fertilità.
Durante i 3 giorni della festa, i druidi scrivevano messaggi per i defunti e li affidavano al fuoco, mentre i clan banchettavano con il cibo e le bevande dell’aldilà, vino, birra e idromele.
I colori usati erano l’arancio per ricordare la mietitura, quindi la fine dell’estate, ed il nero a simboleggiare l’imminente buio dell’inverno.
Oltre a mascherarsi per spaventare gli spiriti maligni, era costume spegnere ogni fuoco rendendo le case fredde ed inospitali.
Ogni focolare veniva poi riacceso prendendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico che veniva acceso nella notte del 31 ottobre nel mezzo dell’Irlanda, a Usinach.

Nella tradizione cristiana, queste date sono celebrate come “Giorno dei Morti” e “Giorno di Tutti i Santi”. Non a caso, la parola “Halloween” ha lontana origine anglosassone e deriva probabilmente da una contrazione della frase “All Hallows Eve”, ovvero notte di ognissanti.
La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l’anno venturo.
Vi erano due riti (probabilmente si tratta di riti irlandesi medievali che si ispirano a memorie celtiche): quello dell’immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela.
L’immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela pescandola dall’acqua, si sarebbe sposata l’anno seguente.
Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.
In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano delle pietre nella terra e venivano ricoperte di cenere e lasciate indisturbate. Al mattino se una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.
In Irlanda è tipico, in tutte le famiglie, preparare il cosiddetto colcannon, piatto tipico di questa ricorrenza. Il nome deriva dall’irlandese e significa “cavolo chiazzato”: è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta ed il fortunato che la trovava aveva il privilegio di poterla tenere.

La tradizione di “trick-or-treat” – dolcetto o scherzetto – vuole che abbia origine, non dai celti, ma da una pratica europea del IX secolo d.C. chiamata in inglese “souling” che potremmo tradurre in italiano come “elemosinare anima”. Il 2 novembre, Ognissanti, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio elemosinando per un po’ di “pane d’anima” dolce fatto di forma quadrata con l’uva passa (come il nostro “pane ramerino”). Più dolci ricevevano più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori. A quell’epoca si credeva che i morti rimanessero nel limbo per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere anche fatte da estranei potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.
Una versione della canzone diceva:

“A soul cake!
A soul cake!
Have mercy on all Christian souls, for
A soul cake!”

(Abbi pietà per tutte le anime Cristiane
per una torta dell’anima)

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E per alleggerire questa rassegna di storia e curiosità, una “spiritosa” ricetta:

Fantasmini Arancioni
Ingredienti
? 700-800 gr.di zucca
? farina quanto basta
? burro
? foglioline di salvia

Fate cuocere la zucca con pochissima acqua in modo che una volta ultimata la cottura l’acqua sia quasi tutta consumata.
Schiacciate la zucca con una forchetta e aggiungere una cucchiaiata di farina per volta mescolando bene ad ogni cucchiaiata aggiunta all’impasto. Bisogna aggiungere farina fino a quando l’impasto sia un po’ consistente ma non solido.
Aggiungete due pizzichi di sale.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e quando bolle aggiungete l’impasto a cucchiaini.
Quando i “fantasmini” tornano a galla raccoglieteli con una schiumarola e versateli in una ciotola.
Fate scogliere il burro con la salvia e versatelo sui “fantasmini” appena scolati (a piacere si può aggiungere parmigiano grattato).

Serviteli subito e… fateli sparire!
Buon appetito!!!

Riferimenti: Halloween.it

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