Archivio Tag 'dove'

29 Apr 2005

Dove Il Mondo Non C’è Più

Filed under Argomenti vari


Disteso sulla terra umida
Mi perdo tra le nuvole
Sento la pioggia sulla pelle pungere
Il volo degli uccelli è un brivido
Che mi accarezza l’anima
Nel cielo che diventa limpido più in là
Due ali mi portano via
Via, lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente, lassù
Dove il mondo non c’è più
Come un bambino che disegna
Le cose belle che non ha
Passo il mio tempo ad inventare la realtà
Così la vita è un volo immobile
Un’ostinata fantasia
Attesa inutile, un’inutile bugia
Chiudere gli occhi e poi via
Via, lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente, lassù
Dove il mondo non c’è più
E volare, così
Oltre tutti i limiti
Dove il mondo non c’è più
Non c’è
Via, via lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente lassù
Dove il mondo non c’è
Il mondo non c’è più
Non c’è più

Francesco Renga

Lascio cadere qui queste parole che canticchio con la mente limpida.
Mi aiutano a raccontare cosa mi sta succedendo in questi ultimi giorni.
Abbraccio a tutti!

10 commenti

16 Mar 2004

Dove si parla di coloro che si "sentono" scrittori e non sanno di "esserlo"

Filed under Argomenti vari


“Racconto di un risveglio”

Voglio raccontarvi di quella mattina
in cui, per la prima volta, è avvenuto.
Non molto tempo fa, a dire il vero.
Un risveglio come tanti, luminoso e terribile,
come ogni risveglio.
Una luce pungente nel buio soffice,
la tenebra buona scacciata dalla luce assassina,
ed un pensiero
Una folgore nel cielo senz’ombre,
una tempesta senza vento sull’onde quiete,
un granello di luce che abbaglia la notte più scura,
un rivolo timido che sprofonda il deserto in un mare.
Cosa poteva mai essere?
Cos’era questo bisogno con la forza di un dovere?
E poi…
Dover correre verso una penna d’oca senza inchiostro.
Dover sottrarre pagine a quaderni orfani.
Dover dar voce in silenzio a quella folgore,
a quella tempesta, a quel granello…
Dover immergere in quel rivolo la penna incolore
per lasciarla nuotare nel mare multicolore dell’anima.
Allora ho inteso.
È a te, lettore, che ora mi volgo:
a te è stato dato, anche solo una volta,
di cadere vittima di un simil strazio?
Se così per te è stato allor comprendi.
Quando senti tali immersioni possederti,
quando l’unico puntello per sopportare il raggio killer del mattino
è questo correre, sottrarre e dar voce,
e l’unico specchio in cui riconosci la tua immagine
è questo foglio orfano riempito di te,
allora…
Sei uno scrittore!

Copyright: Etain, 5 gennaio 2003
Riferimenti: Nowhere Festival, agosto 2003

6 commenti