Archivio Tag 'aspettando'

10 Apr 2005

Aspettando l’arcobaleno

Filed under Argomenti vari


Che aprile strano!
Sembra che stia arrivando l’autunno.
Anche dentro di me.
I colori della primavera sono spenti, la luce del sole filtra nelle stanze in penombra ma non riscalda, i profumi cozzano contro le narici otturate.
Le viscere sono agitate, si aggrovigliano, borbottano, secernono umori distorti ed irritanti.
Non è tristezza, è ansia.
Compio delle azioni e mi sembrano sbagliate.
Ci penso e ci ripenso nel timore aver agito in modo irreparabile.
Mi sento un’inetta, anche se mi assicurano il contrario.
Queste anacronistiche atmosfere autunnali stanno ingrigendo il mio entusiasmo e la – già poca – fiducia nelle mie umili capacità.
Ecco, dentro me ora piove e tira vento, ma… attendo l’arcobaleno.

(foto mia)

17 commenti

26 Apr 2004

"Aspettando il ritorno"… Ovvero "After Wonderland"

Filed under Argomenti vari


Sto ancora gravitando nella mia dimensione parallela, ma so che questi sono gli ultimi giorni. Forse sono gli ultimi minuti o gli ultimi istanti.
L’ansia di dover tornare nel mondo reale non mi impedisce però di sguazzare in questi ultimi spruzzi di felicità.
Oddio, alle volte avverto come una sorta di fitta in mezzo al petto, come se il muscolo cardiaco trattenesse il fiato dinanzi ad un’immagine spaventosa. Credo che ripeschi dall’abisso dei ricordi la scena primordiale del corpicino che viene alla luce. Un tunnel infinito, la sensazione di essere inghiottiti dal buio, limpressione di essere lanciati nel vuoto…e poi la luce!
Il vuoto irrorato di luce!
Ma le mani sono lì pronte a salvarti, anche se la loro stretta per te non sa ancora di salvezza. Non hai ancora respirato per la prima volta e già conosci il rischio di non poter mai respirare.
Vinta questa prima sensazione, approdi nella luce, ma questa è ancora prodiga di dolore: degusti il primo manrovescio della tua vita – che di per sé non fa poi tanto male – ma ti costringe ad emettere un vagito, indi ti presentano la prima angosciante boccata d’ossigeno.
Chi l’avrebbe mai detto che dopo l’Empireo mi aspettasse l’Ade?
Fino ad adesso essere un feto sembrava essere così piacevole!
Ecco, credo che il mio cuore palpiti di spavento al solo ricordo di quel giorno.
Sa infatti che potrebbe essere costretto a riviverlo da un momento all’altro, anche se la dinamica dovrebbe differire in più punti: intanto, il luogo in cui mi trovo attualmente è situato in basso – non so se ricordate, ma ci sono giunta precipitando, esattamente come Alice – quindi per tornare su devo attendere una spinta antigravità. Già immagino il violento soffio a spirale che mi solleverà (ma perché mi viene in mente sempre il peggio?), costringendomi a temere ancora una volta per la mia esistenza nascente.
Stavolta però ho un asso nella manica: sarò io a decidere se e quando lasciare l’uterina cloaca!
Sorpresi?
Uhm…se avete imparato a conoscermi almeno un po, non credo.
Va bene, mi immergo di nuovo nel mio stato di colorata felicità.
Probabilmente, entro domani, sarò costretta a ri-venire alla luce.

6 commenti