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24 Mag 2004

"Troy": cronaca di un fumetto annunciato?

Filed under Cinema


“Cantami, o Diva, del Pelìde Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.”
(Iliade, libro primo)

La febbre del revisionismo storico ha colpito anche la Settima Arte made in USA.
Una rapida lettura dell’Iliade ed ecco che Wolfgang Petersen e lo sceneggiatore David Benioff – conosciuto per il suo bellissimo romanzo e successivo adattamento cinematografico de “La 25ma ora” – allestiscono un fantasmagorico spettacolo per il grande schermo, che però ha ben poco in comune con l’opera dell’antico scrittore.
Ora la ricostruzione dell’epica omerica, da parte di Hollywood, è realtà.
La questione è: cosa ne resta?
Ferma restando la mia scarsa memoria riguardo la trama originale dell’opera del leggendario poeta cieco, mi sento di poter affermare che le licenze abbondano, si moltiplicano e raggiungono l’inverosimile, tanto che il regista, oltre a lasciarsi andare alla più libera ispirazione dell’Iliade, riesce a sforare i limiti narrativi del poema fino a congiungerlo con l’Odissea e preconizzare addirittura l’Eneide. Ma ho già detto troppo e non voglio trasformare questo post in uno spoiler.
Io ho visto il film con animo leggero (considerando inoltre che il biglietto era gratis!) per evitare di lasciarmi andare alla delusione post-visione, sciogliendomi di fronte alla sfilata di cotanta maschia beltade esibita con generosa prolissità, a partire da Brad Pitt (Achille stupendo, ma troppo efebico), passando attraverso Eric Bana (un Ettore “allettante”, non c’è che dire) e concludendo con Orlando Bloom (imbelle e donnaiolo Paride che, dopo LOTR, continua a rivendersi il ruolo di arciere, evitando di studiare i copioni…vedi scena finale ed inquadratura alla Legolas).
Ancora…Ulisse e il suo cavallo mi sono sembrati necessari per colmare alcune lacune e ad evitare inaccettabili buchi di sceneggiatura, come è sembrato essere anche per la partecipazione di Achille al conclusivo incendio di Troia e la di lui morte rivisitata – pare davvero per soddisfare un moderno pubblico in cerca di ‘happy ending’ – (nel poema non è chiaro il luogo della morte) e per la morte di Menelao (mai morto per mano di Ettore, anzi sopravvissuto alla guerra e tornato a Sparta sano e salvo). Un’altra cosa che mi ha colpito è che gli autori non nascondono l’antipatia per gli achei e, di contro, la simpatia per i troiani, cosa che mi sembra rispetti il punto di vista dell’opera originaria, se la mia memoria non erra.
Ops…continuo a dire troppo.

Insomma, assoldati tra i protagonisti delle Terre di Mezzo o tra le pagine dei fumetti, gli attori partono alla conquista di uno degli eventi storici più affascinanti, tuttavia incarnando malamente l’immagine degli eroi che gli è stata affidata.
Sarà perché loro, cittadini dei Nuovi Mondi, quegli eventi vecchi di tremila anni non riescono proprio a comprenderli?
Sembra di trovarsi di fronte ad una sorta di ‘fumetto epico’, ma divertente, certo: almeno è uno spasso godersi scene eserciti digitali ed effetti speciali.
In ogni caso, andate pure a vederlo.
Solo non aspettatevi troppo.
That’s all!

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