Archive for the Categoria 'Internet'

05 Apr 2006

Advertisement…

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…Ovvero, l’importanza di farsi pubblicità sul web.

Eh sì, sarò pure latitante, ma non posso esimermi dall’offrirvi un bel post pubblicitario su qualcosa che mi riguarda. Il mio narcisismo ne avrebbe troppo a soffrire e il mio portafogli dovrebbe subire l’onta di non previste perdite in sedute analitiche supplementari.
Va bene, va bene, sto esagerando.
Ma procediamo.

…Parta lo stacchetto da carosello…

Da ieri mattina, sul blog Manuale di Mari è stata pubblicata una mia poesia.
So quanto siete pigri ragazzi, visto che non venite mai a leggermi sul blog di Splinder (per la serie “noi teniamo per Tiscali e per nessun’altra piattaforma”), ma voglio sperare che, trattandosi questa volta di un Concorso, qualcuno tra gli accidiosi abbia almeno la forza di un click.
Per facilitarvi al massimo l’operazione vi lascio in riferimento il link della mia umile opera.
Sarei molto felice in un commento alla suddetta, possibilmente sulla pagina dov’è pubblicata.

Grazie mille per qualunque cosa decidiate di fare e per esservi sorbiti questo spot.

Vostra Etain

… Fine stacchetto…
Riferimenti: Poesia: "E’ tardi"

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28 Set 2005

Attention, please!

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Salve a tutti!
Se volete saperne di più sulla bizzarra creatura che abita questo virtuale angolo di bosco, accorrete numerosi da Il Giomba (ved. riferimento), impegnato blogger-reporter d’assalto.
Consiglio: rifornitevi di pop corn, tanta pazienza, litri di caffé o, a scelta, una massiccia dose di guaranà.
Coraggio, ragazzi e…
Buona lettura!
Riferimenti: L’intervista fattami dal Giomba!

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05 Apr 2005

E la vita continua…

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…nonostante il cuore sia di piombo.
Il sole filtra tra le nubi, ma non riesce a penetrare il grigiore della cappa che mi protegge.
Ieri mattina sono uscita di casa tremando.
Non volevo che tutto riprendesse come sempre.
“Lutto nazionale”… interessante sintagma.
Ma che diamine voleva dire?
Dovevamo vestirci tutti di nero?
Girare con delle bandiere tenute a mezz’asta?
Me lo sono chiesto mentre flemmatica raggiungevo il Policlinico, varcavo la soglia della scuola di specializzazione e, infine, assistevo annoiata alle lezioni.
Vabbé, in realtà il mio sogno era di non venire a lezione, quello sì, sarebbe stato un bel modo di esprimere il lutto.
Ma questa è un’altra storia.
In realtà, quello che conta è ciò che si prova dentro, giusto?
Beh, allora io non mi sento molto bene.

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01 Feb 2005

Comunicazione di servizio

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Salve a tutti!
Ho un annuncio da fare che rimandavo da troppo tempo.
Qualcuno di voi si sarà accorto che da un po’ di tempo ho aperto un altro blog.
Ecco, ho valutato con calma utilità e funzioni de La Musica dei Boschi Vol. 2, e ho deciso che mi restano 2 strade in proposito: o lo cancello definitivamente perché non ho tempo di gestirlo come si deve e perché in fondo il mio vero blog resta questo, o lo differenzio e gli do una funzione chiara e sensata.

Queste le deliberazioni:

? Il mio blog ufficiale resta questo su Tiscali!

? Questo blog da questo momento in poi sarà un diario tout cout, nel senso che i post riguarderanno eventi, impressioni, opinioni, cronache di vita vissuta in forma prettamente prosaica!

? Il blog su Splinder sarà l’archivio di poesie (mie e d’altri), narrativa, disegni, e quant’altro rientri tra le “creazioni pseudo-artistiche” di vario tipo che mi auto-attribuisco, visto che consente le distinzione per categorie.

? La differenziazione ha inizio a partire da oggi! Quanto già pubblicato nelle date precedenti resterà immutato (soprattutto perché non ho né voglia né tempo per modificare tutto).

? Questo è un avviso a scopo pubblicitario: da questo momento in poi, chi aprisse la mia pagina con la speranza di trovarci dei versi, dovrà necessariamente cliccare anche dall’altra parte! (lol!)

Grazie a tutti per la pazienza e con l’assiduità con cui passate a trovarmi.

Vostra Etain

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05 Giu 2004

Lettera da un autobus cittadino…

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E così è successo ancora.
Ero appena salita sull’autobus dopo un’attesa non molto lunga – pochi minuti persi di questi tempi sono tempo recuperato – con una sorta di standby dei pensieri, quando è accaduto.
Salgo senza guardare la macchinetta per obliterare il biglietto – leggete tra le righe il senso di colpa, sono settimane che viaggio a scrocco -, mi appoggio da qualche parte perché ovviamente è tutto occupato, anche i posti in piedi, afferro il cellulare con una voglia matta di comunicare con qualcuno, ma come sempre il credito è azzerato, apro la funzione Messaggi-Crea testo e…scrivo.
Dopo qualche secondo mi accorgo di avere un sorta di musica tra i neuroni e creo la prima buffa rima. Poi, scorgo un sedile libero – i miracoli avvengono anche in una Roma bombardata dal suono degli elicotteri! – e mi accomodo. Dopo pochi minuti il componimento è finito, ma non ho modo di spedirlo a nessuno, anche perché – siamo sinceri! – chi mai si metterebbe a leggere e a tentare di decodificare l’assurdità che ne è scaturita. Inoltre, il testo è parecchio lungo almeno 3 o 4 sms!
Lo memorizzo alla voce Archivio in attesa di tempi migliori, ma la sensazione che mi ha lasciato è simile ad un senso di incompletezza.
Stamattina l’ho trascritto su word e la catarsi ha finalmente avuto luogo!
Adesso sono pronta a condividerlo con voi.
Come potrei intitolarlo?

Ah, sì…

“Il ritorno della Maschera”
(chi non è nuovo di questo blog mi intenda)

Beffarda sorridi maschera stanca,
del vero traspare il destino che arranca.

Sorriso leggero sul cipiglio soave,
inebri il cuore d’un sentire soave.

Ma tristo è il respiro e fragil l’ardore,
tal da scacciar ogni traccia d’amore.

Finisce così, prima dell’inizio
un vissuto dal sapore fittizio.

Addio bel sogno, depennar ti devo!
Accostar la mano a te non potevo.

Etain

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19 Mag 2004

Chiarezza? No, grazie! (attenzione: sfogo)

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Perché?
Vorrei proprio sapere perché la parola CHIAREZZA non esiste nel vocabolario di uso comune!
In questo periodo, dovunque io volga lo sguardo vedo confusione, da qualunque parte il mio orecchio capti un segnale recepisco trambusto.
Il mondo non ha mai conosciuto ordine, lo so, ma in questo periodo storico della mia vita mi sembra che un concentrato di entropia mi segua da presso, come una rumorosa nuvola di fantozziana memoria. Non lascia andare gocce di pioggia sulla mia testa, ma mi rintrona con i suoi brontolii.
Basta tuonare, dannazione!

Stammi a sentire, mio caro blog, e cerca di empatizzare col mio malanimo per almeno qualche minuto.

Se qualcuno ti dicesse che acquisterà a breve termine la casa in cui tu stai in affitto, e questo “a breve termine” viene di giorno in giorno indicato come settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e via discorrendo fino al prossimo giugno, tu come ti sentiresti?
Dopo una settimana in cui ti senti boccheggiare, naturalmente ti senti dire: «…nella mia grande magnanimità, puoi restare qui anche fino al giorno prima che compro la casa…!», e la voce che pronuncia la frase è della ragazza con cui ho diviso questo appartamento per almeno 7 anni!
Il contratto non è ancora stato firmato (e non si sa se e quando avverrà) e già si arroga il diritto di parlare da padrona!
Grazie, cara la calabrese-paracula dei miei stivali! Grazie per l’elemosina che mi fai!
Ma naturalmente il mio orgoglio siciliano (di cui non ho mai capito l’utilità, del resto), mi impedirà di accettare quest’elemosina!
Ma mi impedirà anche di abbandonare la casa con un bel VAFFANCULO???
Staremo proprio a vedere se stavolta mi trattiene.

Ma non è finita, mio caro blog!

Finisco una ricerca bibliografica che mi ha tolto il sonno per un mesetto buono, col fiatone da asmatica visto che ci ho impiegato il doppio del tempo previsto (in 20 giorni??? Forse non vi è chiaro che io devo frequentare la scuola di specializzazione 4 giorni su 6, e che il 6° giorno faccio lezione per voi, poveri mentecatti???), dicevo, finisco il lavoro e voi…mi richiamate perché non ci avete capito niente???
Come? Mancano delle voci bibliografiche nella fascicolazione? Sì, certo, sono le voci che la ragazza ha già, che cacchio le reperivo a fare? Dovevo farle fare “doppia coppia”??? Oltretutto, ve lo avevo detto!
Cosa, cosa? Me le devo far dare da lei e rifascicolarle? E aggiungere a tutte le voci i numeri di pagina sennò questa è del tutto cretina e si confonde???
Ma i cretini siete voi!!! Vi sforzate di farmi capire che un libro (seee, sono idiota e fotocopio tutto un libro, con quello che costano le fotocopie e con quella miseria che mi date voi per farle!), certo, un libro è composto da tante parti e la poveraccia, che si è rivolta a voi per farsi fare un lavoro che anche un asino riuscirebbe a fare se avesse interesse a farlo, non è in grado di leggersi un indice e ritrovare le cose che le servono.
Ma…Questi sono articoli!!! Sono 5 pagine? Se le leggesse tutte e 5! In inglese, sì. Mica me le devo leggere io. Già è tanto se ho capito il titolo e riconosciuto il nome dellautore…
Con la miseria che mi pagate dovreste ringraziarmi ché già ho fatto più del mio dovere!!!
Morale della favola: chiamo la poveraccia, che per fortuna è anche un tipino docile docile, e le spiego, con voce soavemente professionale, che ho bisogno dei testi che ha a casa per farle al meglio la fascicolazione.
E lei…HA DETTO SI!!! Perché mi sorprendo? Ma perché di sabato mattina questa dovrà prendere armi e bagagli, caricarli su un treno che parte da Terni e raggiungermi a Roma alla sede del famigerato centro di formazione universitaria (sono mooolto tentata di rivelarne il nome, ma non vorrei essere denunciata per diffamazione).

In tutto questo, devo studiare per domani, ma sono troppo incavolata (e mi sto contenendo) per avere un benché minimo di concentrazione. È già tanto che sia riuscita a scrivere fino a questo momento, e non ho ancora riletto. Chissà gli strafalcioni!
Scusa, caro il mio blog, se ti ho riversato tante turpitudini emotive e grammaticali.
Se dopo non mi è sbollita la rabbia, andrò a farmi uno shampoo: una bella rinfrescata di capa lava via malumore ed unto (della serie, se non mi lavo al più presto, mi potrò proclamare “palmento ad onorem”, almeno mi faccio i soldi!)
Buon proseguimento di serata!

P.S.: ho appena riletto, pensavo peggio!

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17 Mag 2004

Sogno

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IL SOGNO

La notte impone a noi la sua fatica
magica. Disfare l’universo,
le ramificazioni senza fine
di effetti e di cause che si perdono
in quell’abisso senza fondo, il tempo.
La notte vuole che stanotte oblii
il tuo nome, i tuoi avi ed il tuo sangue,
ogni parola umana ed ogni lacrima,
ciò che potè insegnarti la tua veglia,
l’illusorio punto dei geometri,
la linea, il piano, il cubo, la piramide,
il cilindro, la sfera, il mare, le onde,
la guancia sul cuscino, la freschezza
del lenzuolo nuovo…
Gli imperi, i Cesari e Shakespeare
e, ancora più difficile, ciò che ami.
Curiosamente, una pastiglia può
svanire il cosmo e costruire il caos.

JORGE LUIS BORGES (1899-1986)

E che ciascuno stanotte possa incontrare il “suo” sogno…

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09 Mag 2004

Bella malinconia…

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Stasera ho voglia di accostare la mia mente a quella di qualcun altro per ascoltare i suoni prodotti da quel reticolo di tessuti e neuroni sconosciuto.
Non credo di avere niente di significativo da dire.
Semplicemente, preferisco stare ferma ed aspettare che la cacofonia di suoni ignoti si accosti alla mia…magari ne viene fuori una melodia nuova…
Sto vivendo un momento strano, terribile e meraviglioso.
Il sole non riesce a trattenere a lungo lo sguardo sul formicaio cittadino e, anche quando ci riesce con sforzo, nuvole di piombo gli rovinano la visione centellinando ovunque grosse e silenziose lacrime.
La temperatura è d’un tratto precipitata a livelli novembrini ed i colori nuovi indossati dalla primavera – primo tra tutti il rosa – contrastano troppo con il grigio del cielo.
Eppure, io mi sento bene.
Troppo belli i colori che ha indossato la mia anima per sbiadirsi al solo contatto con questa trista atmosfera.
Questo non significa che io sia felice, solo che ho imparato a tingere di bellezza anche la malinconia.
Che volete, sono un’edonista, non l’ho mai nascosto a nessuno.
Amo circondarmi di cose belle!
E così, dopo aver impregnato di ironiche previsioni metereologiche questa pagina bianca, ritorno a godere della mia mestizia.
Buoni sogni, amico blog, e come compagna ti lascio una citazione…

“Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”.

(A. Baricco)

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30 Apr 2004

Tempo di poesia…

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L’ampolla dell’anima

Ampolla di passato, cattura odori
fugaci di pioggia d’estate
e stemperali nel rosso di papaveri
genuflessi sull’oro di gravide spighe.
Io attendo con occhi attoniti,
deformi su fondi di bottiglie infrante,
mescendo con mestolo da strega
profumi di storia e lacrime di nube
per preparare il “filtro della rimembranza”
da lasciare a possibili eredi distratti.
Cauta, centellino i preziosi ingredienti.
Diligente, snido le istruzioni per la miscela
tra polveri e scaffali riposti da mani d’infante.
Come primo elemento “risa di bimbo”
fuso insieme a “diapositive di pianto”;
dal pulviscolo che zebra la soffitta d’incanti
pesco “sole al risveglio” da diluire
con “pioggia nell’ora di schiudere l’alcova ai sogni”.
Infine aggiungo un pizzico di “sabbia d’agosto”
e trito umido di “fragranza di foglie d’autunno”.
In lingotti condenso il tutto con preghiere da serafino,
entro crogiuoli, lo fondo con invocazioni da demone,
in vapori lo trasmuto con bollenti lacrime di presente.
Eccoti pronto, o filtro dei ricordi!
Serba nella piccola ampolla della mia anima,
mano a mano che il domani evapora,
l’essenza che mi è stato concesso di respirare ieri.

Etain
Riferimenti: Nowhere Festival, agosto 2003

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24 Mar 2004

Ancora poesia…

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E dopo un pomeriggio molto fruttuoso per la mia vena creativa…
E dopo aver scritto un bel raccontino simbolico-introspettivo molto gradevole (ai miei occhi, almeno), ma – ahimé! – troppo lungo per un blog, mi ritrovo qui a pensare a dei miei vecchi versi…
Chissà se accostando qualche mia modesta opera al fianco dai versi della grande Alda Merini il mio Ego non ne tragga giovamento?
E sia, quindi!

“Poesia”

Sono la tua Creatura.
Nuoto nuda Crisalide nel mare amniotico
attendendo lo spiraglio vitale alla fine del tunnel.
Pre-vedo -bisturi divaricanti- le mani spietate
che mi strapperanno dall’uterino appiglio,
che srotoleranno dall’affettuoso bozzolo
l’involucro vergine ed avviluppante
del mio Corpo Larvale ed Argilloso.
Attendo…
Attendo di plasmarmi
Farfalla d’inchiostro dalle tue mani.
La tavolozza del tuo cuore, poi,
mi decorerà di bellezza e cacofonia pastellea.
La tua mente ragnatela di cerebrali esplosioni-
distillerà da me il nettare che avrò rubato ai fiori del mondo
e ne berrà un Bacco stagionato, forse, da troppi sapori.
Petalo morto
richiamerò a me la voce del vento ché divenga la mia Voce.
Corpo di sussurro
sfiorerò l’eolica carezza affinché sia anche la mia Carezza.
A questa mi aggrapperò per raggiungere l’orecchio,
la corda sottile, sola tra tante,
orfana, forse,
ora, ancora, da sempre,
tesa, pronta ad udire,
ad afferrare,
sopraffatto dal Rumore del Mondo,
il Bisbiglio volatile della Poesia.

Copyright: Etain, 7 dicembre 2000
Riferimenti: Nowhere Festival, agosto 2003

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