Archive for Aprile 2005

29 Apr 2005

Dove Il Mondo Non C’è Più

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Disteso sulla terra umida
Mi perdo tra le nuvole
Sento la pioggia sulla pelle pungere
Il volo degli uccelli è un brivido
Che mi accarezza l’anima
Nel cielo che diventa limpido più in là
Due ali mi portano via
Via, lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente, lassù
Dove il mondo non c’è più
Come un bambino che disegna
Le cose belle che non ha
Passo il mio tempo ad inventare la realtà
Così la vita è un volo immobile
Un’ostinata fantasia
Attesa inutile, un’inutile bugia
Chiudere gli occhi e poi via
Via, lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente, lassù
Dove il mondo non c’è più
E volare, così
Oltre tutti i limiti
Dove il mondo non c’è più
Non c’è
Via, via lontano da qui
Dove tutto è un po’ più blu
Dolcemente lassù
Dove il mondo non c’è
Il mondo non c’è più
Non c’è più

Francesco Renga

Lascio cadere qui queste parole che canticchio con la mente limpida.
Mi aiutano a raccontare cosa mi sta succedendo in questi ultimi giorni.
Abbraccio a tutti!

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21 Apr 2005

Identità

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Quesiti esistenziali:
in che misura l’uso diverso di spazzola e phon può trasformare il volto di una persona?

Ringrazio Manuela per la foto.

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17 Apr 2005

Fungo di stagione

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Planare dentro sogni che sanno di zucchero e sale.
Svegliarsi nell’odore morbido di umido.
Scoprire che qualcosa di nuovo è nato dentro di te e… sul tuo verone.
E quella capoccia minuscola e spugnosa che si eregge con orgoglio tra i rametti appassiti di una calluna che fatica a rinverdire.
Sì, proprio così: è primavera, ma frutti d’autunno inturgidiscono nel mio bosco…
Questo è destino!
(Smile)

Chissà che succede se lo uso come peyote?!

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14 Apr 2005

"Welcome To My Truth"

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Sentimental days
In a misty clouded haze
Of a memory that now feels untrue
I used to feel disguised
Now I leave the mask behind
Painting pictures that aren’t so blue
The pages I’ve turned are the lessons I’ve learned

[Chorus:]
Somebody bring up the lights I want you to see
(Don’t You Feel Sorry For Me)
My life turned around
But I’m still living my dreams
(Yes it’s true I’ve been)
I’ve been through it all
Hit about a million walls
Welcome to my truth.. I still love
Welcome to my truth.. I still love

Tangled in a web
With a pain hard to forget
That was a time that I’ve now put to rest
Oh, the pages I’ve turned are the lessons I’ve learned

[Chorus]
Somebody bring up the lights I want you to see
(Don’t You Feel Sorry For Me)
My life turned around
But I’m still living my dreams
(Yes it’s true I’ve been)
I’ve been through it all
Hit about a million walls
Welcome to my truth.. I still love
Welcome to my truth.. I still love
I still love yeah yeah
And you know I still love oh yeah?

Sentimental days
In a misty of clouded haze
Of a memory that now feels untrue

[Chorus]
Somebody bring up the lights I want you to see aah
(Don’t You Feel Sorry For Me)
My life turned around
But I’m still living my dreams
(Yes it’s true I’ve been)
I’ve been through it all
Hit about a million walls
Welcome to my truth.. I still love yeah

Somebody bring up the lights I want you to see yeah
(Don’t You Feel Sorry For Me)
My life turned around
But I’m still living my dreams
I still, I still love
I still, I still love

Anastacia

Questa canzone è il mio personale tormentone ululato dopo un pomeriggio di lavoro.
Dice pressappoco così: “giorni sentimentali in una misteriosa foschia nuvolosa di memorie che ora sembrano false… qualcuno ha acceso le luci, voglio vedere la mia vita prendere una svolta positiva, ma sto ancora vivendo nei miei sogni…sono passata attraverso tutto, colpito circa un milione di muri, benvenuto nella mia verità….. Io amo ancora”
Lascio scendere dentro di me queste parole.
Le note continuano la loro danza sinuosa nella stanza e la mia voce dimentica del mondo vi si abbandona.

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10 Apr 2005

Aspettando l’arcobaleno

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Che aprile strano!
Sembra che stia arrivando l’autunno.
Anche dentro di me.
I colori della primavera sono spenti, la luce del sole filtra nelle stanze in penombra ma non riscalda, i profumi cozzano contro le narici otturate.
Le viscere sono agitate, si aggrovigliano, borbottano, secernono umori distorti ed irritanti.
Non è tristezza, è ansia.
Compio delle azioni e mi sembrano sbagliate.
Ci penso e ci ripenso nel timore aver agito in modo irreparabile.
Mi sento un’inetta, anche se mi assicurano il contrario.
Queste anacronistiche atmosfere autunnali stanno ingrigendo il mio entusiasmo e la – già poca – fiducia nelle mie umili capacità.
Ecco, dentro me ora piove e tira vento, ma… attendo l’arcobaleno.

(foto mia)

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05 Apr 2005

E la vita continua…

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…nonostante il cuore sia di piombo.
Il sole filtra tra le nubi, ma non riesce a penetrare il grigiore della cappa che mi protegge.
Ieri mattina sono uscita di casa tremando.
Non volevo che tutto riprendesse come sempre.
“Lutto nazionale”… interessante sintagma.
Ma che diamine voleva dire?
Dovevamo vestirci tutti di nero?
Girare con delle bandiere tenute a mezz’asta?
Me lo sono chiesto mentre flemmatica raggiungevo il Policlinico, varcavo la soglia della scuola di specializzazione e, infine, assistevo annoiata alle lezioni.
Vabbé, in realtà il mio sogno era di non venire a lezione, quello sì, sarebbe stato un bel modo di esprimere il lutto.
Ma questa è un’altra storia.
In realtà, quello che conta è ciò che si prova dentro, giusto?
Beh, allora io non mi sento molto bene.

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01 Apr 2005

Le parole di un grande Papa

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Ero un’adolescente foruncolosa il giorno in cui sentii per la prima volta quella canzone.
Cantavo la mia giovinezza in un piccolo e semidisastrato coro della parrocchia di un paesino di circa 500 anime. Allora era buona parte del mio mondo, fonte di gioie e dolori, luogo di condivisione e confronto.
Credevo in Dio con una fede disarmante, una fede trasmessami dai miei nonni ed impostami dagli eventi di una vita che non guarda in faccia le età cronologiche, ma che ti insegna presto cosa sia il dolore e la perdita.
Quella canzone, dicevo, la ricordo ancora oggi che la fede – rimpianta, desiderata, rinnegata – sembra scivolare sui marciapiedi disincantati della routine.
Queste erano le parole. Peccato non poter trasmettere in questa sede anche le note.

“Vergine Immacolata,
Madre di Dio e della Chiesa.
O Maestra del Sacrificio
nascosto e silenzioso.
A te, a te,
che ci vieni incontro
noi consacriamo,
consacriamo a te,
tutto il nostro essere
e tutto il nostro amore
e la nostra vita.”

Queste parole sono state pronunciate, anni fa, da Papa Giovanni Paolo II.
Questa notte, risalendo la china delle mie colpe da adulta miscredente, voglio ricordarle e dedicarle a lui.
Con le lacrime nel cuore.

N.B.: Un giorno dopo il suo ultimo viaggio verso i Cieli, cambio foto: preferisco ricordarlo così…

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