Archive for Febbraio 2005

28 Feb 2005

Ultime dal bosco

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Fine febbraio siberiano.
Mi ha portato tante buone nuove e tante nuove preoccupazioni.
Domani inizio a lavorare: l’entusiasmo è stemperato con l’apprensione in un crogiuolo di emozioni forti e discordanti.

Molte cose si stanno muovendo, un timido tremolio, una vibrazione lieve come una carezza, il rombo di un motore tra i rumori del silenzio e si conquista la strada. Speriamo di riuscire a mantenere la traiettoria senza scontrarsi con gli automezzi che si immettono dalle corsie laterali. E speriamo di reggere il ritmo e non intralciare troppo il traffico alle svolte e ai semafori, ed evitare che il motore si estingua in partenza.

Sto sognando.
Sogni naufraghi si adagiano sul bagnasciuga delle mie mattine, sorridono pronti allo scatto, un flash e si rigettano nel mare.
Mi resta il negativo, ma non mi serve a molto senza la camera oscura.
Il fotogramma dopo poco sbiadisce ed il mio album sul comodino resta vuoto.
Pazienza.

Lo scorso venerdì sono andata al cinema a vedere Il mercante di Venezia.
Solo una parola: intenso.
Lungi da me usare questa pagina a scopi pubblicitari – a dire il vero, l’ho fatto altre volte, ma solo per pubblicizzare me medesima -, però vi lancio un velato suggerimento.

Sabato sera sono stata nel nuovo appartamento di due dei miei cognatini – ne ho altri tre, per il momento, e attendo trepida che diventino quattro – e ho ritrovato il piacere di giocare in compagnia. Merito dei brillanti padroni di casa, senza dubbio.
Ad un certo punto, la decina di menti di cui si componeva il gruppo è stata travolta da un vento regressivo e si è lanciata in un usurato gioco di scrittura creativa: molti “vecchi bacucchi” ricorderanno di storie paradossali composte con l’intreccio “Lui-Lei-dove sono-cosa fanno-cosa dicono-cosa ne pensa il mondo”?!
Ebbene, ci siamo cimentati.
E le nostre menti si sono fuse a tal punto da aver creato più di una storia verosimile!
Caso o fusione degli inconsci personali nell’inconscio collettivo?
Oppure, per riprendere un mio vecchio sillogismo, destino o sincronicità?
Avrei voluto riportarne almeno uno, ma la censura superegoica mi ha frenato.
Non è ancora detto che l’Es non prenda il sopravvento, però?
Intanto, molti soggetti sono stati conservati per future cornici da studio: altro che diplomi e lauree!!!

Infine, ultime nuove sulla neve.
Ieri pomeriggio, mi sono goduta freddo e paesaggio simil-natalizio da cartoline d’altri tempi, in una Rocca Priora (RM) sprofondata nel candore di un febbraio burlone. Sembrava di camminare in un cuore di panna.
Sensazione registrata da ripescare nei momenti di massimo intontimento nostalgico.

That’s all.
Mi precipito in cucina dove mi aspettano i pisellini primavera – ops, sto dando il meglio di me con gli spot pubblicitari!

Querce e abeti, radure e prati, cespugli e felci, stagni e ruscelli, elfi e fatine, genius loci ed Ent, vi salutano!

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20 Feb 2005

Simposio in Metro

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Quante storie si potrebbero scrivere viaggiando in metro!
A ciascuna fermata il numero si fa più incalcolabile.
Ho provato ad appuntarmene una per il gusto di un sorriso da rimembrare ogni volta che mi trovo a sbuffare per uno dei consueti ritardi.

Roma, giovedì 17 febbraio, anno del Signore 2005.
Metro A, direzione Anagnina.
Destinazione Anagnina, appunto.
Termini-Anagnina significa solo 15 fermate!
Mi spintonano nella vettura insieme al mio affanno interiore causa ritardo: per arrivare a Termini, contro ogni previsione, ho dovuto acciuffare un autobus e la metro B da Piramide, mentre il programma era prendere un autobus che mi portasse ad una fermata di metro A post-Termini, in modo da arrivare per tempo all’appuntamento delle 10.30 in zona Cinecittà. Dove, oltretutto, mi spettava un altro autobus per altre 2 lunghe fermate.
Chiusa delucidazione.

Vettura iperaffollata.
Che la tipa con cui ho appuntamento abbia contattato mezza Roma alla medesima ora?
Ghignando mentalmente per l’argutezza della battuta, mi ritaglio un quadratino di linoleum e conquisto la frazione di un qualcosa per arpionare la mano.
E mi sorprende l’effetto cocktail.
Da un angolo di vettura, si staccano dallo sfondo due voci di donna che affrontano lo scottante tema del “tatuaggio negli adolescenti di oggi”.
Entrambe sulla cinquantina – ma molto probabilmente qualcosa in più – disquisiscono su un loro figlio o nipote o parente che si è impuntato sull’idea del tatuaggio.
L’una è una massa corporea densa e condensata nei sui occhialetti e i capelli neri con shampoo scuro copri-capello-bianco, l’altra una massa di onde fulve accompagnata da una maglia verde acido che inforca un suo bel paio di neotenici jeans con scarpa a punta finale.
La folla mi spinge nella loro direzione.
La assecondo, ormai presa dalla curiosità: 15 fermate sono lunghe da far passare!
Il discorso si sposta repentinamente sulla fanciulla dall’aria dark che indugia in piedi qualche posto più a sinistra dalle due comari.
Senza curarsi di abbassare il tono della voce, queste danno il via al simposio sulla novella “Mortisia variazione su tema” con meches platino che irradiano dal centro della testa e frangia a punta alla “Minni”. Ovviamente, minigonna nera, giubbotto nero, stivali e qualche piercing qua e là. Una bella ragazza alta che non passa certo inosservata.
Che strafiga!, penso.
E intanto il simposio continua con divergenza di opinioni.
La signora occhialuta detiene il primato della bigottaggine contro la signora fulva che da il via al panegirico sugli stili dei gruppi giovanili, dal dark al punk al fricchettone.
Quest’ultima, dimentica delle opinioni più consone alla propria generazione – che l’altra aveva, ahinoi, ben immagazzinato! – si lancia nella rievocazione dei suoi “bei tempi andati”, quando girava in dark con lunga zazzera ossigenata e strumento musicale – non mi è dato di sapere quale – sotto il braccio e atteggiamento algido della serie “me la tiro”.
Poi passa ad osannare la non-presente figlia piercingata e tosata la cui bellezza viene, a suo dire, esaltata dal taglio corto che le mette in risalto gli splendidi occhi verdi.
Intanto l’altra ha smesso di filarsela, probabilmente, per evitare di contraddirla in luogo pubblico.
Io mi azzardo ad incrociare i suoi occhi per cercare di intuire la sua effettiva età – secondo me poco meno di 60 – e mi ritrovo coinvolta nella sua analisi.
La tipa mi si rivolge alla ricerca di conferma.
Sorrido imbarazzata e comincio a guardarmi intorno alla ricerca di qualcos’altro da fissare.
L’altra tipa raggiunge l’uscita, senza dubbio con sollievo.
Ma dove va? Aspetti signora, non mi lasci qui da sola con questa matta!
Frittata fatta.
La liquido con un: “Ognuno ha un suo stile, signora, e se va bene alla persona in questione, va bene per tutti, no?”
Più che altro lo borbotto a denti stretti.
Lei continua ad osannare la ragazza dai capelli corvini a strisce platino.
Sì, signora, è veramente bella. Cavolo, come rosico…
Continuo a girare la testa alla ricerca di qualcosa che mi salvi.
E frattanto la congressista fulva non retrocede.
Poi la frotta di gente si schiarisce e rivela un posto vuoto.
Mi ci fiondo e lascio la piattola logorroica con un palmo di naso.
Un po’ delusa, si appropinqua ad un sedile, per fortuna lontano dal mio.
Lungo respiro di sollievo fino al capolinea, fino a quando non mi ritrovo a correre verso l’autobus che mi porta – incredibile! – quasi puntuale all’appuntamento.

E sì, quante altre storie potrei raccontare…

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17 Feb 2005

Mondo "gatto"

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Sulla scia di Patt e di
Giano, io e Lucy non potevamo astenerci dal fare i nostri più affettuosi Auguri a tutti i mici del mondo.

TANTI MIAO-AUGURI!!!
(con filastrocca)

Il giornale dei gatti

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull’ultima pagina
la “Piccola Pubblicità”.

“Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda”.

“Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria”.

“Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio.”
“Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio”.

I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un’oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.

Gianni Rodari

Etain & Lucy

Riferimenti: Sito burlone: "ErotiCat"

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15 Feb 2005

Rosso tulipano

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Ieri era San Valentino, giorno odiato-amato.
Io personalmente l’ho ignorato per la maggior parte della mia vita.
Difficile arrivare fidanzati il 14 febbraio.
E’ come dire: arriva il giorno del bilancio, che ne faccio di questa storia?
Una volta mi è accaduto di essere vittima di un simile bilancio e non l’ho trovato affatto gradevole.
Nonostante la valenza dubbia di questa pseudo-festività, la giornata di ieri mi ha regalato una scia di profumi: quello che io ho regalato a M. ? accessorio utile perché ne era rimasto sprovvisto ? e quello di questi splendidi tulipani.

Riferimenti: Poesia di Sylvia Plath

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11 Feb 2005

Messaggio dal cuore… con "sondaggio" (rispondete numerosi!!!)

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Occhi limpidi come il mare d’agosto, pelle diafana contro riccioli dal colore delle foglie d’autunno, sorriso genuino di chi ancora ha molto da esplorare.
Mia sorella.

Non ascoltare le voci stonate dell’adolescenza che ti passa a fianco.
Non temere le sfide crudeli che la tua età ti costringe a vivere.
Guarda con gioia a questi ultimi scorci d’infanzia, perché non torneranno mai più uguali ad oggi.
Ma soprattutto, ricorda, il mio amore è sempre con te.
Ti voglio talmente bene che solo parlarne mi fa commuovere.
Tua sorella.

Sondaggio rivolto a tutti gli amici che passeranno da qui

- Cosa ne pensate di Deborah?
- Come trovate il suo look?
- E i suoi capelli? (qui non si vedono proprio bene perché sono legati, ma vi assicuro che sono lunghi, ricci ricci e con splendidi riflessi dorati)

Dai, ragazzi e ragazze, un po’ di entusiasmo!!!
Un bagno ristoratore di autostima alla mia piccola dolce stilista!!!
Una sorella grata ^__-
Riferimenti: Kyuko Fashion

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08 Feb 2005

Attesa e "crespelle"

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Tastiera fredda, mani guantate, gambe incrociate e televisione fissa su Rai1.
Toh…sta per iniziare la finalissima de “Il Ristorante”.

E a proposito di cibo, oggi ho rinnovato la tradizione delle “crespelle siciliane”, uno dei pochi dolci che mi azzardo a cucinare con risultati lunatici.
Intanto, cerco di frenare il moto di rabbia nei confronti di M. che mi aveva assicurato di abbandonare la postazione dell’Ansa per le 20.00. Ma di che mi sorprendo? Ormai la sua percezione del tempo è arrotondata per eccesso di almeno un’ora e mezzo.
Questo significa che ceneremo per le 22.30 e che dovrò lavarmi i capelli a mezzanotte. Eppure gli avevo chiesto alle 19 se era il caso di anticipare il “rito del capello”.
Devo prenotare almeno un’ora e mezzo delle mie 24 ore se voglio dedicarmi alla zazzera e sperare di ottenere un risultato accettabile.
Mentre aspetto, scarico il nervosismo sgridando Lucy per le sue marachelle.

Mi sento stanca.
Felice, ma stanca.
È stato un inizio d’anno pieno di novità e di nuove opportunità.
Non credo che sia il mondo ad avermi notata d’improvviso, sarò io ad essere diventata più recettiva alle elicitazioni ambientali…
Tante cose si stanno muovendo, non so ancora in quale direzione.
Una cosa mi angustia.
Il groviglio di idee che si avvoltolano nell’attesa.

E per addolcire questo retrogusto d’amaro:

Crispelle (dicitura dialettale)

Ingredienti: Farina kg. 1, latte mezzo litro, lievito di birra gr. 40, acciughe salate gr. 100 (oppure ricotta fresca gr. 200), sale, pepe, sugna gr. 500.

Preparazione: Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido e versate in una zuppiera insieme alla farina. Lavorate con una forchetta, finché il composto non sia perfettamente amalgamato. Aggiungete un pizzico di sale e continuate a sbattere la pasta per circa venti minuti. Lasciate da parte a lievitare per un’ora.

Sciogliete la sugna in un tegamino e passatela a fuoco a riscaldare. Quando sarà bollente prendete la pasta lievitata con un cucchiaio e al centro mettete mezza acciuga oppure un cucchiaino di ricotta, condita con sale e pepe. Aiutandovi col dito cercate di chiudere il composto prima di versarlo nel tegamino a friggere nella sugna bollente.

Appena dorate togliete le crespelle dal fuoco e passatele in una carta assorbente perchè perdano l’unto. Servite ben calde.

Io le ho cucinate semplici semplici, senza acciughe nè ricotta, e ripassandole nello zucchero subito dopo aver fatto assorbire l’olio.

BUON APPETITO!!!

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01 Feb 2005

Comunicazione di servizio

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Salve a tutti!
Ho un annuncio da fare che rimandavo da troppo tempo.
Qualcuno di voi si sarà accorto che da un po’ di tempo ho aperto un altro blog.
Ecco, ho valutato con calma utilità e funzioni de La Musica dei Boschi Vol. 2, e ho deciso che mi restano 2 strade in proposito: o lo cancello definitivamente perché non ho tempo di gestirlo come si deve e perché in fondo il mio vero blog resta questo, o lo differenzio e gli do una funzione chiara e sensata.

Queste le deliberazioni:

? Il mio blog ufficiale resta questo su Tiscali!

? Questo blog da questo momento in poi sarà un diario tout cout, nel senso che i post riguarderanno eventi, impressioni, opinioni, cronache di vita vissuta in forma prettamente prosaica!

? Il blog su Splinder sarà l’archivio di poesie (mie e d’altri), narrativa, disegni, e quant’altro rientri tra le “creazioni pseudo-artistiche” di vario tipo che mi auto-attribuisco, visto che consente le distinzione per categorie.

? La differenziazione ha inizio a partire da oggi! Quanto già pubblicato nelle date precedenti resterà immutato (soprattutto perché non ho né voglia né tempo per modificare tutto).

? Questo è un avviso a scopo pubblicitario: da questo momento in poi, chi aprisse la mia pagina con la speranza di trovarci dei versi, dovrà necessariamente cliccare anche dall’altra parte! (lol!)

Grazie a tutti per la pazienza e con l’assiduità con cui passate a trovarmi.

Vostra Etain

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