Il corteggiamento di Etain
L'anno precedente, Mider era andato a corteggiare Etain, ma non aveva avuto successo. Il nome con la quale l'aveva chiamata allora era stato Be Finn, «Bella Donna», e questo è il modo in cui le aveva parlato:
Bella donna, verrai con me nella magica terra in cui brillano le stelle? Là i capelli sono primule in fiore, i corpi levigati del colore della neve.
Là non c'è né mio né tuo, i denti brillano, le ciglia sono nere. Delizia per gli occhi le nostre folte schiere, le gote rosse come digitale in fiore.
I colli hanno una tinta rosa puro, delizia per gli occhi le uova dei merli; se Eriu è bella da guardare, rispetto alla Grande Piana è landa desolata.
Inebriante è la birra di Inis Fail; più inebriante quella della Grande Terra. Incantato è il paese che descrivo: la giovinezza non invecchia mai.
Tiepidi, dolci ruscelli bagnano la terra, idromele e vino dei migliori. Un nobile popolo, e senza macchia, concepito senza colpa né peccato.
Vediamo tutti e dovunque, nessuno vede noi: la tenebra del peccato di Adamo ci nasconde agli sguardi dei mortali.
Donna, quando verrai tra il mio popolo orgoglioso, avrai in capo una corona d'oro; fresca carne di maiale, latte e vino divideremo insieme, bella donna.
Tratto da "Il corteggiamento di Etain", racconto mitologico della Terra d'Irlanda, risalente al IX secolo e giunto a noi integralmente grazie ad un manoscritto della fine del XIV secolo, il "Libro giallo di Lecan", in cui è stato conservato.
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